I nostri avi
La terra era la dimora naturale dei nostri antenati. La campagna era una comunità vivente di innumerevoli organismi e come un corpo la nutrivano, curavano, e la facevano riposare. Parlavano con lei attraverso il proprio corpo.
In passato i nostri avi mangiavano ciò che la natura offriva loro. La cucina per certi versi era molto più povera dell'attuale e si utilizzavano le prime verdure di stagione e con le cose semplici che le persone avevano in casa: le galline, le pecore, i maiali. Ora si va in macelleria o al supermercato e non si conoscono quasi più i cicli della natura e quelli della produzione artigianale.

Le piante spontanee che loro raccoglievano infondevano e trasmettevano un non so che di naturalezza, un qualcosa che la vita moderna ci ha fatto dimenticare. È questa la chiave di lettura del progressivo avvicinamento alla cultura antica che noi uomini d'oggi dovremmo saper riprendere, adottare e fare nostra, per dare anche un senso nuovo alla nostra vita.

I bambini del passato non lasciavano neanche una briciola perché conoscevano la fame. Essi aiutavano la mamma a pulire, a cucinare e il papà a lavorare, mentre i bambini di oggi stanno sulla poltrona e non fanno un bel niente! I bambini di un tempo stavano anche all’aperto, correvano e facevano tante cose divertenti, usando la loro fantasia, giocando con la terra, senza la paura di sporcarsi o di farsi male, mentre quelli di oggi sono sempre al chiuso, si annoiano e si ammalano più facilmente. 
Il matrimonio non si festeggiava al ristorante come ora, ma in casa e si lavorava molto per preparare tutto. C’era tanta povertà che bisognava fare molta fatica per procurarsi il cibo e per cucinarlo, mentre noi ci lamentiamo già se non ci piace il formato della pasta. Ho capito anche che noi siamo molto fortunati perché abbiamo la scuola, la casa di lusso, il giardino, la macchina e tutto il resto e non lavoriamo nelle stesse condizioni in cui lavoravano i nostri avi.
La gente di prima si accontentava di quello che aveva e si sapeva anche divertire con cose semplici. Alla fine di ogni lavoro pesante, come l’uccisione del maiale o la vendemmia, facevano festa, cantavano e ballavano. Invece oggi si sciupa il cibo in una cultura del consuma e spreca, e siamo diventati tutti schifiltosi. In passato invece, o quello o niente! Bisognava mangiare tutto perché la scelta era decisamente più limitata. Oggi dobbiamo capire che un tempo si mangiava di meno, ma meglio.

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