Il "viandante", nella nostra mentalità latina è sempre stato colui che transita da un luogo all'altro, da una collettività all'altra, consapevole che la casa, il gruppo sociale ben identificato sono gli ambiti che gli competono, che sente suoi ed in cui si riconosce. Egli è legato affettivamente alla famiglia, alla casa degli avi, alla terra che lavora, sia essa sua o non lo sia; il cammino è un viaggio, anche dell'anima.
Durante il suo vagare, egli lascia una scia di luce e amore per tutte le cose, impara ogni giorno qualcosa in più su se stesso e sugli altri, scavalcando il confine dei propri limiti, accrescendo la consapevolezza di sè attraverso i pezzi unici che apprende con il mutuo scambio del suo lavoro in cambio di un giaciglio per il riposo e di un pasto caldo.
Egli è colui che ha una casa in ogni luogo pur avendo avuto origine in un posto soltanto, al quale un giorno mira di ritornare completo e cresciuto.

Ai tempi che furono, ogni Viandante in perenne ricerca del nuovo, ha sempre dovuto confrontarsi con il diverso. L'esperienza da "Viandante" ci insegna a vivere nel presente, a vivere la vita nella sua pienezza. Ci aiuta a comprendere l'intera natura di tutte le cose, osservando il sole al tramonto mentre silenzioso ci dice: "sono qui per tutti coloro che si fermano a guardarmi".
Un tempo per me tutto era diverso da ciò che sono diventata oggi. Seguivo i ritmi della vita 'agiata', avevo tutto a portata di mano, ogni sorta di comodità; compravo tutto quello che desideravo. Questo modo di vivere mi portava a uno stress e ad una tensione continui, all'infelicità di non avere mai veramente abbastanza. Pur tenendo i piedi fermi nella correttezza, pensavo sempre a mantenere la bella vita e tutti gli agi di cui credevo di dovermi circondare.
Ma dentro di me c'era sempre un vuoto, un senso di mancanza che nessun oggetto riusciva a colmare.
Mi sono detta BASTA. Ho realizzato che il mio spirito era chiuso e non volevo più lasciare che accadesse.
Con forza, emerse in 'me' la volontà di liberare il mio spirito, riprendendo i valori del passato. Scelsi di raccogliermi in solitudine.

Fu proprio questa mia solitudine che mi spinse a creare questo luogo, decidendomi a trasformarlo in tutte le cose possibili alla sua natura ed entrare in un mondo totalmente dimenticato. Queste usanze sono il mio paradiso e il Pane e il Sale sono segno di ospitalità, conservando il profondo rispetto prorpio per il pane che garantisce la sopravvivenza.
Guadagnarsi il pane significa lavorare. Prova a vivere anche per pochi giorni in questo mondo,"superando le tante difficoltà della vita quotidiana.
Il ritrovo del viandante ti offre un letto, un pasto caldo, ma soprattutto un riparo dall'acquazzone o del sole che scotta.
Condivideremo gioie e dolori, sogni, paure e, se vorrai, segreti.
Se Viandante ti troverai veramente bene in questo rifugio, proverai delle sensazioni nuove, mai provate prima. Fino ad ora le avevi sentite solo nominare, dubitando, persino, della loro esistenza. Imparerai il significato delle parole forza, lealtà, stima, rispetto, fiducia. E infine, capirai che l'esperienza che stai vivendo è semplicemente 'la felicità', quella autentica, che può essere portata solo dall'amore per tutte le cose e dalla gratitudine anche per le cose più piccole. Scoprirai che, essendo una cosa nuova e troppo grossa per essere tenuta dentro, desidererai ripartire per andare nel mondo a propagare questo profondo amore che, come onde di luce, un luogo senza tempo, un modo per comunicare, per restare insieme liberi ed uniti allo stesso tempo.